Dove stavano andando? Cosa facevano tutti quanti? Qual era il senso del correre, di quell’affannarsi? Sempre le stesse domande.
E da ogni parte, lo stesso ritornello: il tempo che mancava, la giornata che avrebbe dovuto essere di trentasei ore e analoghe argomentazioni che non spiegavano nulla.
Prive di ragionevolezza, perché una giornata che durasse anche quarantott’ore avrebbe finito con l’essere identica nello svolgimento a quella a suo tempo creata da chi di giorni della settimana se ne intendeva.
Dunque, invariabilmente, frenetica e fitta di impegni, di sogni, di speranze e fantasie.
Rampe del buon pane
I miei cinque anelli
Il libero pensiero
A scuola di poesia
Il dramma
L'anima imprigionata
La danza dei pensieri
Il celenterato
L'arancio amaro
Poesia d'ottobre
Diario di una paziente
L'esperienza della magia
Diario con lacune
Il tramonto in una coppa
L'amore rubato
I ragazzi di Boboli
Desideri liberati
Aspettando la badante
Disegna o racconta la tua Festa dell’Uva
Un figlio dall'Africa
La ballata dell'avventura
Il giardino degli aromi 