Donato, il legnaiuolo, e la moglie Porzia abitano in Oltrarno, casa e bottega nei pressi di piazza Pitti.
Siamo alla fine del ’500 e l’ostentazione, lo sfarzo della famiglia regnante e dei cortigiani, in tempi di carestia e pestilenze, sono mal sopportati dai sudditi.
L’avversione, le dicerie, le malignità contro il granduca e contro il regime si sprecano, mentre le ruberie, le aggressioni e i delitti in città sono in aumento.
I fiorentini, al corrente degli intrighi e dei misfatti che avvengono fra le mura dei palazzi del potere, sperano in un mutamento delle loro condizioni di vita, magari con l’avvento di un nuovo principe.
Architetture a Firenze e nella Città Metropolitana 1920-1940
Il grande sonno
Ho spento gli orologi
Nella rete del mago
Il fratello dagli occhi azzurri
L'arte dello scambio di mazzo
Fragili splendori
Spiriti liberi
Racconti per crescere
Diario di una catechista
Le satire
Finzioni cartomagiche
La chiesa e il monastero di S. Maria a Ponterosso
Dietro di me. Genealogie
Cosa resta di loro?
Creare meraviglie
Tempo di cicale
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Forme d'amore
C'era tempo
"Quando ero mio padre". Su/per Idolina Landolfi
Elementale
A margine
Di guerra si muore 