L’ombra, per essere, esige solo un sottile bagliore. Ha un carattere ritroso, ma inventa singolari strade con la complicità di lanterne, candele e fiaccole; al sole l’ombra si schiaccia nera in terra, ma da minimi pertugi eccola nascere in sfumati duplicati sovrapposti.
Cela i sogni, i segreti, le attese, le novelle adornate di seduzione; infiocchetta ali tenebrose e vola scortando la certezza che ti apre alla luce.
È necessaria la sosta per fermare in quell’ombra una scheggia di me?
Credo di sì.
Ho guardato con attenzione ai suoi toni, a quel che copre e a ciò che dice tacendosi. Ho cercato la luce e ho vissuto il suo buon odore insieme al profumo dell’ombra.
Laura aveva occhi azzurri striati di verde: con l’età, apparivano slavati sulla pelle chiara e grinzosa, ma aveva ancora una luce giovane, la stessa che da sempre l’aveva guidata. Costretta a letto, aspettava che i giorni consumassero il suo “tempoperpensare”; ché non avrebbe saputo come diversamente impiegarlo questo benedetto tempo, visto che le gambe non la reggevano più.
E questo le restava.
La canzone dei sei destini
Alle sorgenti
I miei cinque anelli
Theory U
Che incanto questi canti
Cavalli da tiro
Aspettando la badante
Compendio di nuovi maravigliosi secreti
Le favole di Montelungaccio
La casa del monte dei santi
Dal cielo cascò una rosa
Sotto la pelle
Era una goccia di quel mare... 