“Era apparso all’improvviso in una giornata limpida e tersa, ed aveva con sé molte storie. Si chiamava Emilio Esteban, o meglio, si faceva chiamare padre Emilio, l’uomo che guardava il lago, e raccontava storie. Padre Emilio le raccontava in modo così semplice e lineare che sembravano vere, anche quelle che di vero avevano così poco. Cominciava per caso. Tu parlavi del più o del meno e nel bel mezzo di un discorso lui ci infilava una storia, piccola, pungente, acuta che quasi non te ne accorgevi e il discorso diventava un racconto, la conversazione un monologo e rimanevi affascinato.”
La storia di un uomo che ha conosciuto la felicità e che il destino travolge con il dolore e la solitudine. Un finale a sorpresa per una vicenda narrata con garbo e limpidezza.
Le spine di Venere
Allo sbocciare dei mughetti
Isabella, il suo sogno
Australia, amore mio
Le favole di Montelungaccio
Desideri liberati
Voci riflesse
Il profeta
Trame di luce
Storia crepuscolare
Frammenti narrativi
Fiori sulla muraglia
Che incanto questi canti 