XIV PREMIO TAGETE PER LA NARRATIVA
Ruggiero è un attore di strada che ama la vita: la vita che si coglie in tutto ciò che è normale quotidianità, in ciò che non compare mai in televisione o sui giornali se non in modo distorto da strumentalizzazioni o prurigini mediatiche. La vita, quella autentica, ha il suo palcoscenico nella strada e l’essenza dello spettacolo del mondo sta nelle esistenze di persone marginali.
In un attento dosaggio di finzione e realtà, si fotografa una società che smarrisce i propri valori ma che può trovare nei singoli individui gli elementi determinanti – amore, immaginazione, fratellanza – per resistere all’imbarbarimento, all’aridità dell’era tecnologica, ad un progredire basso e inconsapevole.
“Ciò che mi attraeva non era solo una donna molto femminile, ma era pure il suo sangue mescolato dalla storia dei popoli, era l’inquietudine di viaggiare verso altre terre ed altre genti, il desiderio di incontrarle al di là, o al di qua del confine, anzi di non riconoscere più confini, magari anche, chissà, di rimediare, come potevo, ai delitti della nostra parte, le cui piaghe erano pure lì evidenti.”
L'uva in festa
Il nuovo emulo di Bosco
La ballata dell'avventura
Suez - Un mondo in bianco e nero
Berignone andata e ritorno
A scuola di poesia
Finzioni cartomagiche
Nuovi contributi su Leopardi, Manzoni e Foscolo
Villa Il Pratello
Smontiamo la violenza
Poesia d'ottobre
L'Arsenale (nuova edizione ampliata)
Niente nelle mani tutto nelle tasche!
Sàkala Màkala
C'era una volta un re 
