Un’alba, un tramonto, due amici veri, Vasco e Valerio, figli dello stesso rione di Sesto. In primo piano storie di amore e di amicizia e, sullo sfondo, l’immagine nitida di un dopoguerra in cui la gente è determinata a ricostruire col sudore e l’onestà ciò che il conflitto mondiale ha distrutto.
Fantasie e ricordi di gesta partigiane e di profonda, disinteressata fede politica si intrecciano con le vicende dei due giovani.
“Più sanguigno e impulsivo è Vasco, più riflessivo e pacato Valerio. Entrambi però sono dotati della stessa impareggiabile onestà, della stessa incapacità di mentire, dello stesso altruismo, della stessa bontà: le stigmate lasciate nel loro animo dal Canto, il rione dove sono nati e cresciuti. Un fazzoletto di terra della bassa Sesto dove la povertà ‘l’ha sempre fatta da padrone’ senza scalfire il profondo senso del dovere, la laboriosità e l’ingegno dei suoi abitanti.”
La storia che inizia all’alba di un mattino di luglio per concludersi, qualche tempo dopo, davanti ad un rosso tramonto, altro non è se non una splendida metafora che rappresenta il corso della vita ma anche una denuncia sottintesa e sottile all’Italia di oggi i cui valori sembrano scomparsi all’orizzonte, proprio come il sole alla fine di un lungo e faticoso giorno.
Desideri liberati
La mia infanzia in Cirenaica
Album rosso
Il telaio dell'ombra
Sotto la pelle
Lo speziale al Canto de' Ricci
Memorie di un casamento ferroviere del '66
German Graffiti
Tempo di cicale
D'incanto
Dal cielo cascò una rosa
Silvia Fossati. Casa d'artista nella nobile città di Pontremoli
Cura nel divenire
Contrappunto
Venti di guerra
Rampe del buon pane
Filastrocche, filastrocche mezze crude e mezze cotte
Il fratello dagli occhi azzurri 