Un’alba, un tramonto, due amici veri, Vasco e Valerio, figli dello stesso rione di Sesto. In primo piano storie di amore e di amicizia e, sullo sfondo, l’immagine nitida di un dopoguerra in cui la gente è determinata a ricostruire col sudore e l’onestà ciò che il conflitto mondiale ha distrutto.
Fantasie e ricordi di gesta partigiane e di profonda, disinteressata fede politica si intrecciano con le vicende dei due giovani.
“Più sanguigno e impulsivo è Vasco, più riflessivo e pacato Valerio. Entrambi però sono dotati della stessa impareggiabile onestà, della stessa incapacità di mentire, dello stesso altruismo, della stessa bontà: le stigmate lasciate nel loro animo dal Canto, il rione dove sono nati e cresciuti. Un fazzoletto di terra della bassa Sesto dove la povertà ‘l’ha sempre fatta da padrone’ senza scalfire il profondo senso del dovere, la laboriosità e l’ingegno dei suoi abitanti.”
La storia che inizia all’alba di un mattino di luglio per concludersi, qualche tempo dopo, davanti ad un rosso tramonto, altro non è se non una splendida metafora che rappresenta il corso della vita ma anche una denuncia sottintesa e sottile all’Italia di oggi i cui valori sembrano scomparsi all’orizzonte, proprio come il sole alla fine di un lungo e faticoso giorno.
Storia di strada, d'amore e resistenza
Amore mio
Ali di gru
Dal disagio alla poesia
A margine
Il rumore del silenzio
La storia della festa dell'uva di Impruneta
Il commercialista
Il fratello dagli occhi azzurri
Luce dentro altra luce
Poesie per Algeri
La faccia del prisma
Il coniglio che divorò la notte e altri... racconti
Roberto Light
Il respiro del mare
Diario con lacune
Cento colpi e le sbucciature 