dalla Prefazione:
< L’autore disamina la cura di sé e la cura dei mali della società in maniera appassionata e partecipativa, comprendendole in un’unica unità simbiotica. Pasquale Moccia parla dell’attenzione alle piccole cose e come questa premura possa divenire una forma d’arte. In questa capacità applicativa è altrettanto importante dare ascolto al proprio corpo, come essere percepiente facente parte di un insieme interconnesso più vasto. Moccia ci invita a stare nella consapevolezza e in questo a contattare anche la sofferenza, senza rifuggirla né idealizzarla, semplicemente ad usarla come attrito, sponda nel processo di crescita personale. Con il convincimento, in questo percorso, di non essere e non dover essere soli. [Dr. Raffaele D’Alterio]>>
Storia di un campionato di ballo
Sempre accesa è la notte
Poesie
Pregiudizio, razzismo e antisemitismo
Architetture a Firenze e nella Città Metropolitana 1920-1940
La magia di Odaba
Cinque punti nella magia
Ali di gru
Dal Castello di Montebuoni a Tavarnuzze
Come si cucina un sonetto
Nata con le manette
Sotto la pelle
Ho attraversato il tempo
Diario di una paziente 