“Andavamo al mare ricco. C’era vento, sempre, ed il mare spumeggiante e marrone era una potenza insieme maligna e benevola, al nostro fianco. L’aria era piena di goccioline di acqua salata che si depositavano sui capelli arricciandomi quelli corti, attorno al viso. Il mare aveva messo in mostra per noi, sulla spiaggia bagnata, il miglior negozio di giocattoli: palette, secchielli e formine dell’estate passata, ruote, pezzi di bambole, che talvolta riuscivo ad assemblare, combinando delle strane, bellissime creature sghembe, oggetti misteriosi macchiati di catrame, avvolti dalle alghe. La nostra gioia allora si esprimeva con rinnovate grida, che il vento ci strappava dalle labbra, per condurle lontano.”
Illusionarium
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