Il linguaggio asciutto, quasi cronachistico, e la scrittura scevra di preziosismi lessicali sono gli strumenti di una narrazione autobiografica nella quale domina la nostalgia per un mondo e per persone ormai scomparsi.
Ma non si tratta di nostalgia arida che semplicemente ricorda e qualche volta rimpiange: in questo romanzo si respira un sentimento di amore profondo. Lorenza Hellmann lascia scorrere davanti ai nostri occhi le vicissitudini di quattro fratelli e di tanti loro amici che senza volerlo furono coinvolti in quella avventura coloniale che si realizzò in Somalia, forse l’angolo più diseredato dell’Africa.
Il tramonto in una coppa
L'amore è una sostanza nutritiva fine?
Da lontano la vita
Sul sentiero dei tuoi giorni
Mai più
L'esilio della parola
Il ballo delle parole
Contrappunto
Il primo organo di Filippo Tronci (1738)
Dal cielo cascò una rosa
Venti di guerra 