dalla Prefazione:
< L’autore disamina la cura di sé e la cura dei mali della società in maniera appassionata e partecipativa, comprendendole in un’unica unità simbiotica. Pasquale Moccia parla dell’attenzione alle piccole cose e come questa premura possa divenire una forma d’arte. In questa capacità applicativa è altrettanto importante dare ascolto al proprio corpo, come essere percepiente facente parte di un insieme interconnesso più vasto. Moccia ci invita a stare nella consapevolezza e in questo a contattare anche la sofferenza, senza rifuggirla né idealizzarla, semplicemente ad usarla come attrito, sponda nel processo di crescita personale. Con il convincimento, in questo percorso, di non essere e non dover essere soli. [Dr. Raffaele D’Alterio]>>
Giorni neri
Calenzano 1944-1948
Carte e monete... e altri artifici
L'archivio segreto di Raul Cremona prova post update
SEI TU!
Fachirismo e lettura del pensiero
Il calvario delle rose
Fiori sulla muraglia
La bimba e l'aquila
Cuori ventenni e colorati
L'amore rubato
Unexpected Agenda
Tempo di cicale
Riflessi d'invisibile
Poesie per Algeri
Berignone andata e ritorno
Australia, amore mio
I bottoni dorati
Crociera ai fiordi
I simboli di Antonietta
Il piccolo mondo di Sembolina
La figlia di Dietriz
Duetto a voce sola
Verbal Magic
Il meglio di John Carey
Le spine di Venere
Sopra il cielo oltre le stelle
Il dramma
La donna d'angolo 