“La vecchia strada che conduce fin lassù è stata sempre un percorso obbligato per i pastori che all’inizio della calda stagione si spostavano dalle piane più a sud, in cerca di pascoli verso i verdi monti dell’Appennino centrale. Dal tempo della mia fanciullezza e per molti e molti anni ancora, anch’io facevo quel percorso all’inizio d’ogni estate, ma non ero pastora, ero solo una ragazzina fortunata. Avevo una nonna che dimorava in un luogo magico tra i monti, non lontano dai Sibillini, vicino alle fate.”
Le spine di Venere
Il nuovo emulo di Bosco
La figlia di Dietriz
Il segno sottile
Ah poesia, poesia
Storia di strada, d'amore e resistenza 