L’ombra, per essere, esige solo un sottile bagliore. Ha un carattere ritroso, ma inventa singolari strade con la complicità di lanterne, candele e fiaccole; al sole l’ombra si schiaccia nera in terra, ma da minimi pertugi eccola nascere in sfumati duplicati sovrapposti.
Cela i sogni, i segreti, le attese, le novelle adornate di seduzione; infiocchetta ali tenebrose e vola scortando la certezza che ti apre alla luce.
È necessaria la sosta per fermare in quell’ombra una scheggia di me?
Credo di sì.
Ho guardato con attenzione ai suoi toni, a quel che copre e a ciò che dice tacendosi. Ho cercato la luce e ho vissuto il suo buon odore insieme al profumo dell’ombra.
Laura aveva occhi azzurri striati di verde: con l’età, apparivano slavati sulla pelle chiara e grinzosa, ma aveva ancora una luce giovane, la stessa che da sempre l’aveva guidata. Costretta a letto, aspettava che i giorni consumassero il suo “tempoperpensare”; ché non avrebbe saputo come diversamente impiegarlo questo benedetto tempo, visto che le gambe non la reggevano più.
E questo le restava.
All'ombra del giglio
Il commercialista
Mai più
Il tramonto in una coppa
L'esilio della parola
Perché tanta violenza?
Album rosso
Ho attraversato il tempo
Giardino d'avorio
Desideri liberati
D'incanto
I santuari della memoria
Un papà da favola
Il grande sonno
Storia di strada, d'amore e resistenza
Preparati a stupire
Le 100 fontane di Firenze
Poesia d'ottobre
Album nero
La tragedia della Talidomide
La notte e i lumi
Il fratello dagli occhi azzurri 