“Nella casa del Monte dei Santi anche gli alberi avevano un nome. Il più spaventoso di tutti gli alberi si chiamava ‘Mamèta’. Il Mamèta era un cipresso posto all’inizio del viale che portava al cancello ed era il capofila di tutti i cipressi. L’albero aveva un aspetto innocuo con la luce del sole, o per lo meno non era tanto diverso dagli altri compagni del viale. Le cose cambiavano invece all’imbrunire. La luce del crepuscolo faceva assumere al Mamèta un’aria minacciosa, la cima sembrava un pennacchio sotto il quale compariva magicamente l’espressione corrucciata di un volto delineato dall’intreccio dei rami.”
3 x 2 Nuove chiese
La percezione delle cose
L'anima di Firenze
Le favole di Montelungaccio
A margine
Il piccolo mondo di Sembolina
Cavalli da tiro
Fernand Riblet
Niente scuola se soffri di vertigini
I santuari della memoria
L'amore rubato
Carte e monete... e altri artifici
Tralci
Theory U
La cartomagia di Denis Behr
Trame di luce 