“Gli piaceva stare così senza fare niente, assolutamente niente, fluttuare, navigare alla deriva a mezza altezza nell’efficienza degli altri, estraneo a se stesso, quasi assente, a seguire la leggerezza piena di un filo di sonno, immobile di una velocità costante, appagato dal nulla, dal silenzio bisbigliato dei suoni, testimone del mondo notturno che era tutti i mondi di tutte le notti, quelle stanche delle città e quelle delle campagne, animate da brulichii e fruscii che unendosi davano vita a un ovattato ronzio, calabrone lontano che si alzava verso il brillare elettrico delle stelle.”
God’s marvellous ways of salvation
La storia della festa dell'uva di Impruneta
Sopra il cielo oltre le stelle
Coloriamo le nostre emozioni
Cinque punti nella magia
Voci riflesse
I santuari della memoria
Spiriti liberi
Era una goccia di quel mare...
Ah poesia, poesia
Suez - Un mondo in bianco e nero
L'anima di Firenze
Nel volo del tempo
Le spine di Venere 