“Gli piaceva stare così senza fare niente, assolutamente niente, fluttuare, navigare alla deriva a mezza altezza nell’efficienza degli altri, estraneo a se stesso, quasi assente, a seguire la leggerezza piena di un filo di sonno, immobile di una velocità costante, appagato dal nulla, dal silenzio bisbigliato dei suoni, testimone del mondo notturno che era tutti i mondi di tutte le notti, quelle stanche delle città e quelle delle campagne, animate da brulichii e fruscii che unendosi davano vita a un ovattato ronzio, calabrone lontano che si alzava verso il brillare elettrico delle stelle.”
Un figlio dall'Africa
Sculture e magie con i palloncini
Poesia d'ottobre
Oltre il fine
Fiori sulla muraglia
La musica mi ha salvato la vita
Roberto Extra-Light
Silvia Fossati. Casa d'artista nella nobile città di Pontremoli
Le spine di Venere 