“Gli piaceva stare così senza fare niente, assolutamente niente, fluttuare, navigare alla deriva a mezza altezza nell’efficienza degli altri, estraneo a se stesso, quasi assente, a seguire la leggerezza piena di un filo di sonno, immobile di una velocità costante, appagato dal nulla, dal silenzio bisbigliato dei suoni, testimone del mondo notturno che era tutti i mondi di tutte le notti, quelle stanche delle città e quelle delle campagne, animate da brulichii e fruscii che unendosi davano vita a un ovattato ronzio, calabrone lontano che si alzava verso il brillare elettrico delle stelle.”
Cuori ventenni e colorati
Cerchi senza centro
Sotto la pelle
I simboli di Antonietta
Cartomagia Scenica
Il mare ricco
IMAGETEXT
German Graffiti
La Polizia Municipale di Impruneta
DELFINO CINELLI (1889-1942)
Lo chiamavano Cavallo Pazzo
Volo radente
Cinque punti nella magia
Venti di guerra
L'esperienza della magia
Le spine di Venere
Il senso animale delle cose 