“Gli piaceva stare così senza fare niente, assolutamente niente, fluttuare, navigare alla deriva a mezza altezza nell’efficienza degli altri, estraneo a se stesso, quasi assente, a seguire la leggerezza piena di un filo di sonno, immobile di una velocità costante, appagato dal nulla, dal silenzio bisbigliato dei suoni, testimone del mondo notturno che era tutti i mondi di tutte le notti, quelle stanche delle città e quelle delle campagne, animate da brulichii e fruscii che unendosi davano vita a un ovattato ronzio, calabrone lontano che si alzava verso il brillare elettrico delle stelle.”
Fachirismo e lettura del pensiero
Classicismo e Romanticismo
A mani aperte
Diario di una catechista
Il libero pensiero
Il legnaiuolo allo Sdrucciolo de’ Pitti
La ballata dell'avventura
Ho spento gli orologi
L'esilio della parola
Compendio di nuovi maravigliosi secreti
Accadde a Stromboli
Cura nel divenire 