Il linguaggio asciutto, quasi cronachistico, e la scrittura scevra di preziosismi lessicali sono gli strumenti di una narrazione autobiografica nella quale domina la nostalgia per un mondo e per persone ormai scomparsi.
Ma non si tratta di nostalgia arida che semplicemente ricorda e qualche volta rimpiange: in questo romanzo si respira un sentimento di amore profondo. Lorenza Hellmann lascia scorrere davanti ai nostri occhi le vicissitudini di quattro fratelli e di tanti loro amici che senza volerlo furono coinvolti in quella avventura coloniale che si realizzò in Somalia, forse l’angolo più diseredato dell’Africa.
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